23
MAG
2015

L’AUTOIMPRENDITORIALITA’ AL CASSATA GATTAPONE

L’alternanza scuola lavoro delle classi quarta RIM e SIA dell’indirizzo Tecnico Economico dell’IIS Cassata Gattapone, progettata all’insegna dell’educazione finanziaria ed ambientale e dell’autoimprenditorialità, ha aperto gli studenti ad innumerevoli attività laboratoriali, alla partecipazione a convegni,  agli stages fin dalla prima settimana di febbraio,  ad incontri con professionisti, esperti ed imprenditori.

Le visite aziendali pomeridiane presso l’Agenzia delle Entrate, presso l’INPS, presso il Centro per l’impiego e il Servizio Turistico Associato del Comune di Gubbio, sono state seguite dalle testimonianze di Aldo e Marzia Fumanti, Massimo Ceccarelli, Gianpietro Rampini, Bernardetta Radicchi, Fausto Morelli, Federico Lucci, Giuliano Ghiandoni, Mario Franceschetti, Guido Monacelli, Baldinucci Pierfederico, Luca Briganti e numerosi altri esperti “non eugubini”.

Gli studenti hanno investito con passione non solo tempo, ma anche denaro per progettare e produrre prototipi funzionanti, usando le materie prime scelte,  imballaggi FSC, etichette, siti web e gli  immancabili social network per “ingaggiare” potenziali clienti.

Non sono mancanti di certo i contributi di commercialisti, Filippo Farneti e Carla Panfili, né gli accordi commerciali con i fornitori per l’acquisizione di fattori produttivi, né le ricerche di mercato per individuare i bisogni in relazione all’età, al sesso, alla capacità di spesa rispetto al prodotto individuato.

Gli studenti non hanno dimenticato l’apertura del conto corrente e la domanda di finanziamento ad Istituti di Credito, a Sviluppumbria,  non hanno scartato le opportunità offerte dal crowdfounding o altre formule di finanziamento nuove, coniugando tradizione ed innovazione e partendo dalla constatazione che, fin dal tempo di Machiavelli, l’agricoltura e l’artigianato hanno rappresentato le fondamenta dell’economia in Umbria, le nostre tradizioni.

La riscoperta della terra, dei prodotti biologici naturali, è stata pertanto associata alla realizzazione ed alla commercializzazione sinergica e congiunta di prodotti artigianali su misura, personalizzabili, di alta qualità: ceramica artistica a lustro, uso innovativo del miele biologico per ricavarne idromele, una bevanda  poco conosciuta in Italia alternativa al vino, uso del tartufo per realizzare un cosmetico, ecc. Non potevano mancare gli slogan pubblicitari e l’esercizio delle competenze specifiche degli studenti dell’indirizzo Tecnico Economico, le competenze che li distinguono: la scelta consapevole della forma giuridica, le procedure burocratiche, i bilanci, il calcolo degli indici per misurare l’equilibrio economico e finanziario e per comprendere se, oltre alla fattibilità tecnica, le loro idee potessero  essere anche economicamente e finanziariamente sostenibili.  Di certo i numeri non sono stati scritti a caso, ma  “ragionati”, nel rispetto delle normative civilistiche e fiscali e della quota di mercato realisticamente perseguibile.

Alcuni imprenditori, incuriositi e insospettiti, hanno chiesto: “Ma lo realizzate davvero?”, altri hanno apertamente incoraggiato gli studenti a far nascere le imprese progettate.  Ma loro, ancora minorenni, sono consapevoli di quali problematiche e difficoltà siano nascoste nella creazione di impresa: non bastano le chiacchiere.

In particolare un gruppo di quattro alunni della classe 4 SIA, Michele Bei, Simone Damiani, Giordano Nuti, Diego Tagliaferri, è stato selezionato per partecipare alla finale nazionale a Piacenza, il 18 e il 19 Maggio, di European Business Game, a conclusione del progetto “a scuola d’impresa”, finanziato dalla Regione Umbria attraverso AUR,  ad Ecipa CNA e al Centro Studi Foligno. L’idea di impresa di questi studenti ha catturato  l’attenzione per i metodi produttivi individuati in agricoltura alternativi ai pesticidi chimici: i microrganismi effettivi,  che secondo alcuni studi delle Università di Bologna e Padova, sembra possano addirittura incrementare la resa delle colture del 15% annuo. I costi calcolati dagli studenti sarebbero di gran lunga inferiori rispetto all’uso dei fertilizzanti chimici e i prodotti finiti risulterebbero di qualità biologica. Il metodo buono per “nutrire il pianeta” e salvaguardare la salute?

Rispetto all’uso dei fertilizzanti convenzionali chimici, il metodo sarebbe così naturale, innovativo e pertinente rispetto al “tema” di Expo Milano, da lasciare la giuria sconcertata, forse incredula.  Gli studenti hanno anche ipotizzato un disciplinare ed un consorzio/rete per usare questo metodo innovativo di coltivazione.

Bravissimi tutti gli studenti delle due classi, perché hanno dimostrato la capacità di lavorare in gruppo, di sognare, di guardare lontano, di pensare con la propria testa, di seguire la logica nella ricerca e nell’azione.

I più sentiti ringraziamenti a tutti i soggetti sopra citati che, con grande professionalità, hanno contribuito gratuitamente alla formazione degli studenti delle classi quarte dell’istituto Tecnico Economico di Gubbio, e anche alle aziende che hanno accolto gli studenti per l’alternanza scuola lavoro: Gruppo Financo, Cementerie Barbetti, Sirci GDS, Turist, Studio Coluccia Rossetti, Magazzini Santini, Studio Rocchi,  Rad Service, Inca CIGL, Distilleria Dante Morelli, Antica Farmacia Ceccarelli, Profumeria Limonero, Impresa Verde, SAF Serramenti, TRG, Studio Quattro, Serramenti Bei, R.B. Recuperi 2000, Studio Piccotti Antilio, ecc.

 

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